Gestione amianto: affidati ai professionisti!

Con la famosa Legge n.257 del 1992, le lavorazioni con amianto come materia prima e, di conseguenza, l’esposizione degli addetti in tali ambiti sono praticamente scomparse. Oggi è tuttavia rimasta l’esposizione per le attività che di rimozione, bonifica e smaltimento di questa sostanza tossica. Gli ambienti di lavoro più significativi per presenza di amianto sono ora pertanto cantieri temporanei nel caso di bonifiche di edifici. Ad oggi sono state emanate numerose norme tecniche che definiscono i criteri di allestimento e conduzione di questi cantieri mediante, ad esempio, incapsulamento con prodotti vernicianti/impregnanti dei materiali contenenti amianto, protezione delle vie respiratorie degli addetti con dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati, rimozione dell’inquinante mediante aspirazione ed espulsione dell’aria all’esterno dei cantieri previa filtrazione assoluta ecc.

Dal punto di vista della classificazione delle sostanze pericolose in riferimento alla Direttiva 67/548/CEE e smi, il crisotilo (identificato con n.CAS 12001-29-5) è stato classificato come sostanza tossica con frasi di rischio: R45-R48/23, ovvero può provocare il cancro e gravi danni alla salute in caso di prolungata esposizione per via inalatoria. Non sono state classificate specificamente nei successivi 29 adeguamenti alla direttiva le altre forme di amianto.

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Il recente Regolmento n.1272/2009 (cd. “CLP”) ha in vece inquadrato nel numero EINECS 650-013-00-6 tutte le forme di asbesto, ovvero la Crocidolite (CAS n. 12001-28-4), il Crisotilo (CAS n. 12001-29-5), l’Amosite (CAS n. 12172-73-5), l’Antofillite (CAS n. 77536-67-5), l’Actinolite (CAS n. 77536-66-4) e la Tremolite (CAS n. 77536-68-6); classificandole tutte come cancerogene di categoria 1A con codice di indicazione di pericolo H350 (“Può provocare il cancro”) e H372 (”Provoca danni agli organi per esposizione prolungata o ripetuta”).

Dal punto di vista della gestione dei rifiuti, l’amianto, correttamente incapsulato, imballato ed etichettato, deve essere codificato con un codice CER adeguato al processo produttivo che lo ha generato come rifiuto. Solitamente i codici CER attribuiti sono il 17.06.01* (“Materiali isolanti contenenti amianto”) e il 17.06.05* (“Materiali da costruzione contenenti amianto”).

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​Con Deliberazione n.1 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, già Albo Gestori Rifiuti, sono stati introdotti i criteri e requisisti per l’iscrizione in categoria 10 dell’Albo per quelle imprese, la cui attività prevede la bonifica dei siti e di beni contenenti amianto. Il trasporto di rifiuti contenenti amianto, essendo essi pericolosi ai sensi del catalogo CER 2002, dovrà essere svolto da imprese autorizzate ed iscritte alla categoria 5 del suddetto Albo, nel rispetto delle prescrizioni di legge sull’incapsulamento ed imballaggio, nonché della Deliberazione dell’Albo Gestori Ambientali Prot.1912/ALBO/PRES del 2 ottobre 2007 che prevede apposita segnalazione dei mezzi e dei colli con etichetta quadrata gialla con R nera.

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